martedì 2 luglio 2013

IL PUNTO DI FORZA

di Louise Hay
 
Non avere paura di fare il primo passo, anche se piccolo.
Concentrati sul fatto che vuoi imparare. Accadranno veri miracoli!
Ognuno di noi è responsabile delle proprie esperienze.
Ogni nostro pensiero crea il nostro futuro.
Ognuno di noi deve fare i conti con gli schemi mentali dannosi del
risentimento, della critica, del senso di colpa e dell'odio per se stessi.
Sono solo pensieri e i pensieri si possono cambiare!
E' necessario che ci stacchiamo dal passato e perdoniamo tutti, compresi noi stessi
Le chiavi per un cambiamento positivo sono l'approvazione di sé e l'accettazione di sé nel momento presente.
Il punto di forza è sempre nel presente.
Se non siamo disposti ad amarci oggi, non lo potremo fare domani...

lunedì 1 luglio 2013

Oggi non giudicherò!

OGGI NON GIUDICHERO' NULLA DI CIO' CHE SUCCEDE

Tratto da "Amare è lasciare andare la paura" di Gerald G. Jampolsky

Ti sei mai dato la possibilità di passare proprio un giorno intero concentrato sull'accettazione totale di ognuno e senza giudicare? La maggior parte di noi pensa che lo troverebbe un compito molto difficile, dal momento che raramente passiamo pochi momenti con qualcuno senza giudicare, e tanto meno un'intera giornata.
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Non vediamo le persone nella loro interezza: vediamo solo un frammento, una piccola parte e per di più spesso la nostra mente interpreta ciò che vediamo come una colpa.
La maggior parte di noi è cresciuta in un ambiente familiare e scolastico che incoraggiava la critica costruttiva in realtà un modo contraffatto per cercare colpe.
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Per avere esperienza di Amore incondizionato dobbiamo liberarci della nostra parte giudicante. Al posto del giudice abbiamo bisogno di sentire la nostra possente voce interiore che dice a noi stessi e agli altri: "Ti amo e ti accetto totalmente, così come sei".
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Non giudicare gli altri è un altro modo di lasciar andare la paura e sperimentare l'Amore. Quando impariamo a non giudicare gli altri e ad accettarli totalmente, senza volerli cambiare, impariamo contemporaneamente ad accettare noi stessi.

Tutto ciò che pensiamo, diciamo o facciamo agisce su di noi come un boomerang. Quando esprimiamo un giudizio sotto forma di critica, rabbia o altri pensieri aggressivi, questi ci ritornano. Quando ci asteniamo dal giudicare e mandiamo solo il nostro Amore, questo ci ritorna.

Oggi decidi di non esprimere, o anche soltanto pensare, giudizi di condanna nei confronti di nessuna delle persone che incontrerai.
Guarda e pensa a tutti come ad una estensione dell'Amore, o come persone in preda alla paura che stanno chiedendo aiuto, cioè Amore.

martedì 18 dicembre 2012

Le "spinte"

Le “spinte” sono messaggi verbali che iniziano con l’imperativo “devi”.
Ricordano quel che la figura genitoriale ci diceva: Es. “Devi dare retta a tua madre!” “Devi mettere sempre prima te stessa! Non devi….ecc. ”
In Analisi Transazionale si identificano 5 "spinte:
  1. Sii perfetto
  2. sbrigati
  3. sforzati
  4. compiaci
  5. sii forte
Appaiono come positive, in realtà sono “gabbie”. Ad esempio l’obiettivo “sii perfetto” è irraggiungibile, quindi si accompagna a “non riuscire”: pretendo da te più di quanto mi puoi dare, quindi svaluto le tue capacità reali.
Ad ogni spinta corrisponde in positivo una AUTORIZZAZIONE (fai, sìi…)

1. SII PERFETTO: Dice: “Si deve … eventualmente…. Un po’… molto… esattamente … quindi....conseguentemente…. "
Mentre parla numera con le dita delle mani o alfabetizza: “a, b, c…”, mette parentesi. Pignolo, si perde nei dettagli. Verifica 1000 volte. Accentra tutto il lavoro su di sé. Scrupoloso, lento e preciso, troppo organizzato, non realista.

2. SBRIGATI: interrompe per finire la frase di qualcun altro. Dice spesso: “D’accordo, d’accordo…”… “presto!” … “Sbrighiamoci, andiamo…”. Parla velocemente. Commette errori per la fretta di finire. I collaboratori non gli stanno dietro. Prende decisioni molto rapidamente.

3. SFORZATI: comincia una frase e poi si ferma. Dice: “Non so …. È difficile, …. è dura…. Uhmmmm...."
Si affatica facilmente, lamenta la stanchezza. Per lui le cose sono complicate, non conclude nulla, è disordinato e disorganizzato.

4. SII FORTE: Dice: “Mi è indifferente”… “No comment!”… “Nessun problema”…
Si nasconde e nasconde le difficoltà e gli errori, assume rischi perché pensa di farcela. Non accetta le debolezze altrui. E' autonomo, non ama lavorare in gruppo. Non informa i collaboratori delle sue decisioni.

5. COMPIACI: Dice: “Puoi? … Se non ti spiace… D’accordo? …. Davvero?....Posso fare così? Non ti sembra che… "
Demagogico, paternalista o materna, appare indeciso. Cerca sostegno e approvazione, cerca l’attenzione e l'apprezzamento altrui, non si assume responsabilità.

venerdì 16 novembre 2012

Lascia andare...


Così come le foglie d'autunno abbandonano l'albero per volare via leggere.... anche tu...

Lascia andare le preoccupazioni!

In genere le preoccupazioni riguardano il futuro. E, il più delle volte, ruotano intorno a cose che non avverranno mai. Concentrati sul presente e lascia che sia il futuro a prendersi cura di sé.
Per stare bene con te stesso e con gli altri:
Prendi l'abitudine di cercare il lato migliore nelle persone e nelle situazioni. Scoprirai che anche soltanto questo atteggiamento porta all'ottimismo e alla positività. E l'uno e l'altro portano alla serenità.
Abbandona l'idea di "perfezione":
Lascia la perfezione agli altri. Tu contentati di essere te stesso. E ti sentirai molto più sereno.
Lascia perdere i pregiudizi:
Avvicinati alle cose con la massima attenzione e senza pregiudizi, e le troverai piacevoli e ricche di significato. Un grappolo d'uva, un bicchiere pieno d'acqua, un prato verde o un cielo pieno di nuvole...possono tutti indurti alla calma.
Impara dai bambini!
Prendi lezioni di calma dai bambini: guarda come sanno vivere ogni istante per il piacere di viverlo. Immagina di essere un bambino, e anche tu potrai sentirti come lui.
Abbandona gli standard!
Una delle maggiori fonti di tensione nella vita è la necessità di mantenersi sempre all'altezza degli standard che ci siamo imposti. Fai un favore a te stesso e, di tanto in tanto, limita un po' le tue pretese.

Ispirato da: Paul Wilson, "Pillole di calma".

mercoledì 24 ottobre 2012

Benedite!


Diffondere vibrazioni positive cambia la tua vita e quella di chi ti sta attorno.
Allora comincia dal mattino iniziando la tua giornata benedicendo tutto ciò che ti circonda, il letto dove hai dormito, la tua stanza, l'abbondanza che regna nella tua vita.
Benedici la tua giornata perché bene-dire significa riconoscere che tutto ciò che hai è già perfetto così com'è ora.
Incrociando le persone per strada, sull’autobus, al lavoro, benedici tutti. La vibrazione della tua benedizione porterà pace nel loro cammino illuminandolo e circondandoli di amore.
Augura mentalmente a chi incontri: salute, gioia, relazioni felici, abbondanza, prosperità.
Tali benedizioni come dei semi germoglieranno presto anche nella tua vita.
Quando passeggi, benedici la tua città e tutti coloro che vi vivono e che la governano.
Anche quando qualcuno ti offende, rispondi con una benedizione silenziosa. Tali benedizioni sono come uno scudo che ti proteggerà dall'ignoranza.
Anche quando qualcosa va storto, benedici poiché la vita sta per insegnarti qualcosa.
Benedire significa desiderare il bene incondizionato per gli altri  ed è un modo per donare gratuitamente poiché coloro che benedirai  non sapranno mai della tua benedizione.

domenica 21 ottobre 2012

La perseveranza


La Perseveranza è forza di volontà, intesa come capacità di attuare costantemente libere scelte di miglioramento. Forza di volontà e desiderio, se ben combinati, costituiscono una coppia irresistibile. La Perseveranza ha sempre rappresentato la differenza tra successo e fallimento.
La perseveranza è uno stato mentale, per cui può essere coltivata. La perseveranza è fondata su basi ben precise, tra le quali:

1. Precisione di intenti: sapere ciò che si vuole è una forte motivazione;
2. Obiettivo: è più facile mantenere la perseveranza se si persegue un obiettivo in cui si crede;
3. Fiducia in sé stessi: credere di avere la capacità di conseguire un risultato;
4. Precisione: programmi precisi incoraggiano la perseveranza;
5. Conoscenza accurata: l'esperienza acquisita e la conoscenza specifica, favoriscono la perseveranza;
6. Cooperazione: la collaborare con gli altri aiuta a sviluppare la perseveranza;
7. Forza di volontà: concentrare i propri pensieri sull'obiettivo comporta perseveranza;
8. Abitudine: la perseveranza è il diretto risultato dell'abitudine, la mente assorbe le esperienze quotidiane dalle quali si nutre.

COME SVILUPPARE LA PERSEVERANZA
La base della perseveranza è la forza di volontà. Se volete realizzare il vostro desiderio, dovete abituarvi alla perseveranza.Ci sono quattro semplici passaggi per abituarsi ad avere perseveranza, richiedono solo un po' di tempo e di applicazione. I passaggi sono:

1. Una meta precisa, sostenuta da un forte desiderio di raggiungerla;
2. Un programma ben preciso da pianificare;
3. Una mente aperta alle influenze positive e incoraggianti;
4. L'unione con una o più persone che ci incoraggino a proseguire nei nostri intenti.

Bibliografia:
Marcello Bonazzola "Manuale per il benessere spirituale"

domenica 14 ottobre 2012

Razionalizzare le emozioni


Quando un'emozione negativa ci assale possiamo provare a "razionalizzarla".
Ogni situazione che viviamo viene commentata interiormente. Le emozioni derivano dalle considerazioni che facciamo sugli eventi. I pensieri possono essere razionali o irrazionali. I pensieri razionali sono considerazioni realistiche e oggettive, aiutano a raggiungere i propri scopi e provocano reazioni emotive adeguate alla situazione.I pensieri irrazionali sono considerazioni irrealistiche, esagerate, ostacolano il conseguimento dei propri scopi e provocano reazioni emotive eccessive sia come intensità, sia come durata.

Facciamo attenzione ai pensieri irrazionali, eccone alcune categorie principali:
1. DOVERIZZAZIONI: consistono nel ritenere che “le cose devono assolutamente andare in un certo modo”; che “gli altri devono assolutamente comportarsi in un certo modo”; che “io devo assolutamente avere quello che voglio”.

2. ESPRESSIONI DI INSOPPORTABILITA’: consistono in pensieri del tipo “Non lo sopporto…”; “Non tollero che…”; “È insopportabile…”.

3. VALUTAZIONI GLOBALI SU SE STESSI E SUGLI ALTRI: consiste nel giudicare una persona nella globalità partendo da un solo elemento osservato; etichettare.

4. PENSIERI CATASTROFIZZANTI: consistono nel considerare il verificarsi di certe cose come un evento “terribile”, “orrendo” quando obiettivamente sarebbe solo spiacevole o fastidioso.

5. INDISPENSABILITA’, BISOGNI ASSOLUTI: consistono in affermazioni che trasformano in bisogno assoluto ciò che obiettivamente sarebbe solo preferibile. Prendono la forma di pensieri quali: “Non posso rinunciare a…”; “Ho assolutamente bisogno di…”; “Non posso fare a meno di…”. 

Il modo più diretto per liberarsi dei pensieri irrazionali è “attaccarli” mettendoli in discussione.
In alcuni casi lo facciamo naturalmente (es. sto guardando un film dell’orrore e mi dico “E’ solo un film!” oppure se mentre guidiamo siamo costretti a rallentare perché davanti a noi c’è un auto con la scritta “scuola guida” possiamo dirci: “E’ normale che vada piano, è successo anche a me”. Queste frasi ci aiutano a mantenere la calma.).

Bibliografia: M. Di Pietro nel testo "L’educazione razionale-emotiva", ed. Erickson